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Dopo aver letto questo interessante articolo di Matthew Buckland, mi sono soffermato molto a riflettere sulla concreta possibilità dell’integrazione dei maggiori social network con la vita reale e quotidiana di ogni giorno e sulle conseguenza che ne deriverebbero. Devo dire che se prima ci preoccupavamo della privacy e cose del genere, vedrete che alla fine del post, le vostre preoccupazioni si saranno trasformate in qualcosa di peggio!
Il tutto si basa sulla realizzazione di un dispositivo AR a realtà aumentata (augmented reality), del genere di quello utilizzato dai meccanici BMW, in grado di interagire con la realtà incrociando i dati provenienti dai maggiori social network come Facebook e Twitter, e con i tool più utili del web come Google Maps e Pagine Bianche ad esempio.
Semplicemente puntando il dispositivo AR sul volto di una persona, sarà quindi possibile grazie al riconoscimento facciale, procedere a visualizzare il suo account Twitter, il suo profilo su Facebook e recuperare importanti informazioni come indirizzo, lavoro, amici, hobbies e così via.
Girando per strada e puntando il dispositivo con il suo GPS integrato, su case ed edifici, grazie alle informazioni di Google Maps e Pagine Bianche incrociate con quelle degli altri social network, sarà possibile conoscere chi abita all’interno di una casa ed i loro numeri di telefono, sapere chi lavora all’interno di uno specifico edificio, oppure conoscere se c’è una festa dell’ultimo minuto annunciata su Twitter nei paraggi.
Potrete addirittura vedere relazioni tra persone all’interno di una stessa stanza, puntando il dispositivo su di loro, conoscerne il lavoro, e il loro grado di parentela, stabilendo strategie appropriate se magari state per affrontare un colloquio di lavoro o una semplice riunione con clienti, il tutto naturalmente a vostro vantaggio.
E la privacy? Beh, la privacy va a farsi benedire, alla faccia del nostro Garante, del Testo Unico e delle leggi ferree e prolisse che negli ultimi anni sono state così aggressive… ma di conseguenza anche la nostra sicurezza: pensate ad un malintenzionato che studia le nostre abitudini, che sa dove abitiamo, conosce chi sono i nostri amici e i nostri parenti… secondo voi siamo davvero pronti ad un cambiamento globale come questo?
E lo saremo mai?
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5 risposte
La realtà aumentata è figa ma sarebbe ancora tutto più virtuale. L’eveluzione dei social network secondo me prenderà un’altra strada, sempre più verso la geolocalità.
C’è un social americano uscito da poco (expreem.com) che prende un’altra strada ancora diversa verso la vita reale, l’ho letto su un articolo di GI (www.giornaleinformatico.it/news/cs-129972). Lo sto provando, per ora è solo in inglese. …
Ciao Mark, facci sapere quando lo localizzano in italiano, e magari anche le tue prime impressioni… A presto!
Matthew Buckland prima di scrivere quell’articolo si è visto Eden of the East 😆
Articolo interessante. A mio avviso con l’introduzione delle nuove tecnologie e dei social network, andrebbero aggiornati anche i concetti di provacy e vita privata.
Ti ringrazio,
in effetti a questa cosa avevo pensato pure io, ma non credo sia facile un’evoluzione su questo genere di cose…